“Socrate, Agata e il futuro”: Beppe Severgnini al LabOratorio di San Filippo Neri (Bologna)

In dialogo con Davide Lamandini, a partire dal nuovo libro

Beppe Severgnini copertina
Come si può invecchiare senza diventare anziani insopportabili? In questa conversazione, registrata il 19 febbraio 2025, Beppe Severgnini racconta a Davide Lamandini il suo nuovo libro, “Socrate, Agata e il futuro. L’arte di invecchiare con filosofia”, sul palco del LabOratorio di San Filippo Neri di Bologna.

Indice dei contenuti

C’è un’immagine all’inizio di questo Socrate, Agata e il futuro (Rizzoli, 2025): sulla mensola della cucina di Beppe Severgnini sta un piccolo busto di Socrate, il tipico souvenir che ci si porta dietro dopo un viaggio in Grecia – Olimpiadi 2004, scrive. Qualcosa, però, non va: sulla testa del grande filosofo c’è un palloncino azzurro, messo sopra a mo’ di buffo cappellino.

La “colpevole” è Agata, nipote di Beppe Severgnini, che dall’alto dei suoi tre anni e mezzo porta un po’ di “disordine quotidiano” nella vita di chi le sta intorno; disordine che poi è una “forma di armonia” – come si dirà, più avanti, nel libro. Poi, ovviamente, c’è molto altro: cose e case che raccontano chi siamo, o chi vorremmo essere, parole da scegliere con cura, ironia come antidoto alla noia e un futuro da affrontare con leggerezza, ma senza superficialità.

Socrate, Agata e il futuro è anche, forse soprattutto, un dialogo tra generazioni – che è quello che abbiamo cercato di fare la sera del 19 febbraio 2025, al LabOratorio di San Filippo Neri (Bologna) – a partire, appunto, da due poli opposti: Socrate e Agata, l’antichissimo e il nuovissimo, che si incontrano e certe volte si parlano – cosa si dicano, però, non si sa.

Cos’è… “Socrate, Agata e il futuro”?

La vita umana, insegna l’induismo, si divide in quattro periodi: il primo serve per imparare, guidati da un maestro; il secondo per realizzare sé stessi; il terzo per insegnare e trasmettere la conoscenza; l’ultimo, segnato da un progressivo disinteresse verso le cose materiali, per prepararsi al congedo.

Molti, oggi, non lo ammettono. Nonostante l’età, continuano a sgomitare, spingere, accumulare. Inseguono cariche, conferme, gratificazioni sociali.

Non sanno rallentare, ascoltare, restituire.

Con l’aiuto di una nipotina che insegna il disordine quotidiano (e mette i palloncini sul busto di Socrate), Beppe Severgnini riflette sul tempo che passa e gli anni complicati che stiamo attraversando.

«Le cose per cui verremo ricordati – scrive – non sono le cariche che abbiamo ricoperto e i successi che abbiamo ottenuto. Sono la generosità, la lealtà, la fantasia, l’ironia. La capacità di farsi le domande giuste.» Don’t become an old bore, non diventare un vecchio barbogio: ecco l’imperativo. L’autore invita a «indossare con eleganza la propria età».

Per farlo serve comprendere il potere della gentilezza, imparare dagli insuccessi, allenare la pazienza, frequentare persone intelligenti e luoghi belli, che porteranno idee fresche. Serve accettare che c’è un tempo per ogni cosa, e la generazione dei figli e dei nipoti ha bisogno di spazio e incoraggiamento.

Non di anziani insopportabili.

[la scheda su rizzolilibri.it]

Chi è… Beppe Severgnini?

Nato a Crema, è editorialista del “Corriere della Sera” dal 1995. Ha creato il forum “Italians” e diretto il settimanale “7”. Opinion writer per “The New York Times” dal 2013, è stato corrispondente in Italia per “The Economist” (1996-2003). È autore di molti bestseller: il primo è Inglesi (1990), il più recente Italiani si rimane (2018). La testa degli italiani (2005) è stato un New York Times bestseller.


Un progetto di Moira per Giovani Reporter.

– Un evento a cura di Davide Lamandini e Vittoria Ronchi.
– Riprese e montaggio di Lorenzo Bezzi.
– Foto di Mattia Belletti.

Un ringraziamento particolare a Beppe Severgnini, Mariangela Pitturru, Alice Rosellino, Tullo Lolli; a Giovani Reporter, alla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, all’Oratorio di San Filippo Neri e a Mismaonda.

Giovani Reporter logo
LabOratorio di San Filippo Neri logo
Mismaonda logo

Autore

  • Davide Lamandini

    Mi occupo di scrittura e di editing: laureato in Lettere classiche, studio Filologia classica a Bologna e ricopro attualmente la carica di caporedattore di Giovani Reporter.

Condividi l’articolo:

Articoli correlati

San Filippo Neri 2025 (2)

Quattro nuovi libri che presenteremo al LabOratorio di San Filippo Neri (Bologna)

Da settembre a novembre 2025, il LabOratorio di San Filippo Neri di Bologna ospita un ciclo di incontri con alcune delle voci più autorevoli della narrativa e del pensiero italiano contemporaneo. Un viaggio tra romanzi, saggi, memorie e riflessioni sulla scrittura, per interrogare il nostro presente attraverso storie personali, collettive, politiche. Gli appuntamenti – tutti alle 20:30 in via Manzoni 5 – vedranno protagonisti Viola Ardone, Lidia Ravera, Concita De Gregorio ed Erri De Luca, in dialogo con le redattrici e i redattori di Giovani Reporter.

Leggi tutto l'articolo
Spazio Lampo luogo Bologna Estate 2025

Sette incontri al festival Baleno di Brescia per (ri)pensare lingua, cittadinanza, violenza di genere

Tra giugno e luglio 2025, lo Spazio Lampo di Brescia ospiterà il festival Baleno, un ciclo di incontri e performance dedicati ai temi della cittadinanza attiva, dell’antidiscriminazione, della crescita della comunità e del linguaggio come strumento di cambiamento. Un programma per riflettere, ascoltare, confrontarsi, in compagnia di scrittori, musicisti e artisti. L’iniziativa si inserisce nel cartellone di Brescia Estate 2025, a cura di Ruvido Produzioni, e vede, per sette eventi, la collaborazione di Giovani Reporter e Moira comunicazione.

Leggi tutto l'articolo