Celle Legge 2026 vuole raccontare chi abbandona le certezze del porto sicuro – la famiglia, i ruoli prestabiliti, le aspettative sociali – per avventurarsi dove l’acqua è profonda e l’orizzonte incerto. Un invito a rivendicare il diritto di essere “in sospeso”, di non avere ancora tutte le risposte, ma in un certo senso proprio per questo sentirsi vivi.
La rassegna riguarda tutte le generazioni, dall’adolescente che urla nel silenzio al quarantenne che si riscopre vulnerabile, perché parla della capacità di cambiare rotta, a qualunque età, quando ci accorgiamo che la strada che stiamo percorrendo non è più la nostra.
Quattro incontri per smontare l’ansia della performance e della “vita risolta” e per ascoltare chi, con la scrittura, ha saputo dare un nome a quella strana sensazione che sentiamo sotto la pelle quando tutto sembra fermo, ma tutto sta per cambiare.
24 luglio: Michela Panichi, “La Cecilia”
Celle Legge 2026 si apre il 24 luglio 2026, ore 18:30, con il romanzo di esordio di Michela Panichi, “La Cecilia”, edito da nottetempo; moderano Pierdomenico Baccalario (Book on a Tree) e Davide Lamandini (Giovani Reporter).
Nell’estate dei suoi tredici anni, Cecilia, la protagonista del romanzo, vive uno stadio liminale tra la terza media e la prima liceo, tra la preadolescenza e l’adolescenza, ma soprattutto tra il proprio genere biologico e quello che le viene attribuito dai suoi compagni di gioco.
Non chiarendo questo equivoco e assecondando il desiderio erotico che una ragazzina del gruppo prova per lei, Cecilia accetta di sperimentarsi in un modo finora sconosciuto, per arrivare a conoscere veramente se stessa.

23 agosto: Enrico Galiano, “Il cuore non va a dormire”
Celle Legge 2026 prosegue il 23 agosto, ore 18:30, con “Il cuore non va a dormire”, il nuovo romanzo di Enrico Galiano, edito da Einaudi.
Sasha ha sedici anni e un segreto inconfessabile. Quando arriva un supplente di diritto, uno che parla solo d’arte, per la prima volta si sente vista davvero, e con lui costruisce un linguaggio capace di dire ciò che fino a quel momento non riusciva a esprimere. Tra loro nasce un sentimento che il professore sa di dover fermare, ma che lei non è disposta a lasciar andare.
Alessandra ha superato i quarant’anni e vive un’esistenza apparentemente senza crepe: marito, figlia, un lavoro solido. Finché non viene chiamata a fare una perizia su un murale di un artista famoso quanto sconosciuto, sparito da tempo.
Davanti all’opera qualcosa in lei si incrina, e una voce che credeva sepolta torna a farsi sentire. Le due donne non lo sanno ancora, ma le loro strade sono destinate a incrociarsi proprio nel punto in cui, per entrambe, si apre una frattura.

Un romanzo che racconta due età diverse della vita, l’adolescenza e la mezza età, attraversate dalla stessa domanda: cosa succede quando il cuore, messo a tacere per convenienza o per paura, si rifiuta di stare zitto? Un tema che dialoga direttamente con lo spirito della rassegna: la rotta prestabilita che si incrina proprio quando sembrava più solida.
30 agosto: Matteo Bussola, “Il sole nelle pozzanghere”
Infine, Celle Legge 2026 si conclude il 30 agosto 2026, ore 18:30, con “Il sole nelle pozzanghere”, il nuovo romanzo di Matteo Bussola, edito da Einaudi.
Protagonista è il signor Pi, rigattiere di quartiere con un’insegna scarna sopra la porta e un orario di apertura tutto suo: mai in punto, perché le cose importanti, secondo lui, meritano qualche minuto di attesa in più.
Il suo mestiere è raccogliere oggetti usati, rotti o dimenticati, per rimetterli in circolo. Ma dietro il gesto pratico si nasconde qualcos’altro: ogni oggetto porta con sé un affetto, una casa, una relazione vissuta, un desiderio esaudito o forse tradito.
Il signor Pi non ripara quasi mai davvero le cose, piuttosto le riporta alla luce, come si fa con i ricordi quando smettono di fare male. E nel suo negozio, senza che nessuno lo pianifichi, sfila un mosaico di voci e di storie che si incrociano davanti al bancone, comprese quelle di chi lo gestisce.

Un romanzo che parla di ciò che scegliamo di conservare e di ciò che decidiamo di lasciar andare, e di come, a volte, siano proprio gli oggetti a raccontarci chi siamo stati prima ancora che lo capiamo noi. Per capire, insomma, la possibilità di rimettere in circolo pezzi di sé che sembravano ormai fuori uso, e di scoprire in quel gesto una seconda occasione.
Un progetto di Moira per Giovani Reporter.
Un ringraziamento particolare a Pierdomenico Baccalario, Francesco Sorrentino, Francesca Merlo, Sara Carlini; a Michela Panichi, Enrico Galiano e Matteo Bussola; a tutta l’amministrazione comunale di Celle Ligure, alla redazione di Giovani Reporter, alle case editrici nottetempo ed Einaudi.


